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7 Gennaio 2013 - 31 Dicembre 2020

Zac Zisa Zona Arti Contemporanee - Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo

Torre del Tempo

la restituzione alla Città di Palermo della Torre del Tempo di Emilio Tadini restaurata.

Fondazione Sambuca è lieta di annunciare il proprio generoso supporto alla restituzione alla Città di Palermo della Torre del Tempo di Emilio Tadini restaurata.

La Torre del Tempo è installata nei nuovi giardini di Zac Zisa Zona Arti Contemporanee ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

Dopo essere stata smontata e abbandonata all’oblio per anni, a conclusione di un importante restauro affidato all’Accademia di Belle Arti di Palermo e coordinato da Giuseppe Basile, uno dei massimi esperti di restauro del contemporaneo, sarà re-istallata all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa.

La Torre del Tempo, a cui Tadini aveva originariamente dato il titolo di Orologio della Concordia, a significare la fratellanza e la pacifica convivenza tra popoli ed etnie diverse, fu pensata dall’artista come un alto parallelepipedo in ferro, di colore rosso, con quattro orologi analogici bianchi sui prospetti, sormontato da un gruppo scultoreo composto da tre sagome in ferro dipinto che reggevano la bandiera della pace, di forma triangolare, bianca e nera, un’opera simbolo che rimarcava il ruolo politicamente e culturalmente strategico della città di Palermo all’interno dell’area del Mediterraneo, come la “porta d’Europa”. Fu inizialmente collocata a piazza Politeama. “L’obiettivo – ricorda il Sindaco Leoluca Orlando - era quello di far sì che l’occasione più effimera immaginabile, quella festa che si consuma in un attimo con lo scorrere del tempo da un anno all’altro, il Capodanno, potesse diventare l’occasione per lasciare alla Città un segno forte di arte contemporanea. Una bella scommessa, nella Palermo di fine anni Novanta, che da decenni non acquisiva un’opera d’arte contemporanea alle collezioni dei suoi musei; l’idea di una commissione da parte dell’amministrazione pubblica a un artista contemporaneo ci sembrò subito un segno forte da dare alla festa di fine anno, il modo migliore per andare oltre l’occasione del momento, per usare l’effimero per lasciare segni concreti e per arricchire il patrimonio della Città”. L’opera nel 1998 fu trasferita all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, dove inaugurò una stagione che si arricchirà negli anni di numerose presenze internazionali come Richard Long, Bob Wilson, Pina Bausch, Wim Wenders, e molti altri protagonisti della scena artistica internazionale.

L’importante restauro dellaTorreoOrologiorealizzato oggi testimonia la volontà di recuperare unbene comune, un’opera d’arte e la sua memoria contemporanea, come esempio di restituzione di una testimonianza storico-artistica collettiva, e possibilità di avvio di nuove strategie culturali. “Oggi che ci siamo lasciati alle spalle gli anni dell’oblio, inspiegabile parentesi di cancellazione della memoria e del presente – afferma l’Assessore alla Cultura Francesco Giambrone - la Torre del Tempo di Emilio Tadini torna, restituita alla sua bellezza, alla Città. È uno dei segni di una città che riparte dalla restituzione di quello che di importante aveva costruito negli anni, di una città che riparte dal rispetto per l’arte e per la creatività, di una città che riparte dalla contemporaneità. Che riparte dai Cantieri Culturali alla Zisa che tornano a nuova vita proprio grazie all’apertura di ZAC, il nuovo spazio per le arti visive e la creatività contemporanea, e della Sala Vittorio De Seta, il primo cinema pubblico della Sicilia”.

La Torre già dal 6 gennaio sarà ricollocata, ma in un’area diversa da quella originaria. “Sarà la prima istallazione en plein air di arte contemporanea nel giardino di ZAC – afferma Giuseppe Marsala, coordinatore del laboratorio ZisaLab – il nuovo spazio aperto pubblico dedicato all’incontro tra i cittadini e l’arte contemporanea. Altre ne seguiranno, frutto del lavoro degli artisti di INWORK che operano all’interno di ZAC”. 

La Torre del tempo di Emilio Tadini installata nei giardini di Zac è stata resa possibile anche grazie al generoso supporto di Fondazione Sambuca e Sambuca Costruzioni di Palermo.