Eventi e progetti - ieri

25 Settembre 2010 - 19 Dicembre 2010

INTERNATIONAL ART CAMPUS - FAVIGNANA

Luca Trevisani

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a cura di Paolo Falcone

Continua il programma di residenze ed eventi con artisti e musicisti contemporanei presso l’ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, promosso dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani e il Comune di Favignana, e organizzato dalla Fondazione Sambuca di Palermo.

Al centro c’è l’opera concepita da Luca Trevisani, tra le figure più interessanti della giovane scena artistica italiana, noto per i suoi progetti installativi che indagano il rapporto tra spazio, tempo, leggi di natura. 

Quello ideato da Luca Trevisani per l’ex stabilimento Florio è un lavoro che cerca di innescare sottili corrispondenze tra il luogo ospite, la sua storia, il territorio di riferimento, e alcuni percorsi mentali scaturiti nel corso del viaggio. L’acqua è al centro del progetto, per definizione sostanza mobile e fluida, sensibile ad ogni minima forza esterna, metafora di spostamento, flessibilità, rinascita, moto ininterrotto.

Trevisani costruisce un sistema di sculture, utilizzando gesso e altri materiali rintracciati tra l’isola e la Tonnara. L’opera si aggancia ad un’antica tradizione della pratica scultorea, in cui la sabbia serviva per la fusione in bronzo. Egli produce qui delle sculture in gesso, elementi organici tendenti all’astrazione, quasi dei relitti emersi dalle acque. Ad affiorare, velatamente, è l’immagine dell’ancora, suggestione iconografica che richiama il tentativo umano di fermare ciò che è abbandonato alla corrente, di fissare lo spostamento, di dare direzione al caos. È quasi la possibilità di scolpire il bagnasciuga, dentro a un piccolo cantiere en plein air fatto di elementi naturali effimeri. “Colare gesso nel mare è come colare una spugna, un corpo poroso”, scrive Trevisani. Dal contatto con la sabbia, terra friabile, intrisa d’acqua e che sull’acqua si sporge, emergono forme candide, messe in dialogo con un repertorio eterogeno di frammenti, di umori, di oggetti, di sostanze e atmosfere infinitamente cangianti e instabili. 

Lo spazio, splendido esempio di archeologia industriale recentemente recuperato, è stato trasformato in Museo e centro culturale e viene oggi chiamato ad accogliere in via sperimentale un International art campus. Saranno esposti, per l’occasione, anche due importanti reperti storici rinvenuti di recente tra i mari antistanti le isole Egadi.

L’evento, concepito come lavoro site specific che mette in dialogo ancora una volta arte contemporanea e musica, intende stabilire una relazione intima con il luogo, con la sua storia e la sua identità. Un progetto ambizioso che mira a creare, all’interno di una location museale straordinaria e di un territorio affascinante quale quello dell’isola, una serie di collaborazioni con enti e organizzazioni pubbliche e private, tra cui Accademie di Belle Arti, Università e centri di ricerca e formazione.

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