Eventi e progetti - ieri

31 Maggio 2014 - 9 Novembre 2014

Cappella dell'Incoronazione - Riso Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia

Jonathan Monk

Senza titolo 2012

a cura di Paolo Falcone e Giovanni Iovane

Il 30 maggio 2014, Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia apre la mostra “Senza Titolo 2012” con Jonathan Monk (Leicester UK, 1969) alla Cappella dell’Incoronazione, a cura di Paolo Falcone e Giovanni Iovane.

La mostra, organizzata da Museo Riso anche grazie alla collaborazione di Fondazione Sambuca in partnership con Azoto projects and communication di Palermo, è la prima mostra con un artista inglese che vedrà coinvolta nei prossimi giorni la sede di Museo Riso nella suggestiva cornice della Cappella dell’Incoronazione.

La mostra prevede l’esposizione attraverso una serie di movimenti espositivi, dell’opera di Jonathan Monk dal titolo Senza titolo II (bust with nose broken by Jannis Kounellis). La scultura è l’autoritratto dell’artista inglese, realizzato in stile greco-romano ed irto su un alto piedistallo, al quale Monk ha chiesto all’artista Jannis Kounellis di rompere il naso con un martello.

La mostra, pensata dai curatori come un continuum concettuale della mostra “Stanze #1”, è stata infatti concepita come una riflessione di uno dei principali protagonisti inglesi della scena internazionale e vede coinvolto nel processo creativo Jannis Kounellis, protagonista con Giovanni Anselmo, della mostra principale di Museo Riso.

A Palermo viene esposta l’opera Senza titolo II (bust with nose broken by Jannis Kounellis)” e presentata per l’occasione come opera unica, nella sacralità della Cappella dell’Incoronazione.

La Cappella, di età ruggeriana, costruita sulle rovine di una precedente moschea, secondo la tradizione fu sede, con l’adiacente Loggia dell’Incoronazione, delle presentazioni al pubblico dei re incoronati nella vicina Cattedrale di Palermo.

Il busto raffigurante l’artista britannico viene esposto, al pari dei re, alla Cappella dell’Incoronazione fino al 15 giugno per poi scomparire dallo spazio espositivo e invadere, come una vera e propria incursione, una delle sale del Museo Riso a Palazzo Belmonte Riso fino al 9 novembre, cambiando contesto e visione dell’opera, dando dinamicità e movimento alla stessa immagine che transitando da un luogo ad un altro, ne crea una continua modificazione di lettura e di percezione visiva all’interno della medesima esposizione.

Come afferma Jonathan Monk “Appropriation is something I have used or worked with in my art since starting art school in 1987. At this time (and still now) I realised that being original was almost impossible, so I tried using what was already available as source material for my own work”.

Coerente nella poetica che contraddistingue il lavoro concettuale di Monk, che preleva, replica, ripensa, attraverso la sua trasformazione elementi già esistenti nella storia dell’arte, in particolare della Minimal art, della Conceptual art e dell’Arte Povera, l’artista con un suo tipico atto di riappropriazione, in questa occasione elabora una immagine spesso presente nel paesaggio italiano e la trasforma in un nuovo elemento della rappresentazione. La presenza di busti di grandi personaggi della storia menomati nel naso disseminati nel nostro paese, diviene quindi lo spirito per Monk nel 2012 e nel 2013 per la composizione di un corpus di sculture, d’ispirazione tipicamente greco-romana, per la realizzazione di una serie di busti identici in Jesmonite e lavorati finemente da farli percepire come marmo, di proporzioni leggermente superiori del vero, nei quali rappresenta se stesso con lo sguardo severo e il naso vandalizzato. Esposti in forma provocatoriamente auto celebrativa, al pari dei busti incrociati dall’artista nel suo percorso, Jonathan Monk, per la realizzazione di questo gesto apparentemente vandalico, ha chiesto la collaborazione a diversi esponenti dell’Arte Povera, tra i quali Jannis Kounellis, Pier Paolo Calzolari, Emilio Prini e Gilberto Zorio, che hanno risposto rompendo i nasi delle identiche differenti sculture, creandone per ognuna un esemplare unico.

Questo atto volutamente studiato e apparentemente violento, diviene un nuovo costrutto poetico della rappresentazione, per il quale la collaborazione tra gli artisti ne cambia sia la forma che il significato. Non un gesto vandalico come sovente accade, disonorevole, ma un atto di consapevolezza e di profonda attenzione.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione Lisson Gallery London/Milan/New York/Singapore.

Jonathan Monk è nato a Leicester (GB) nel 1969. Vive e lavora a Berlino.

Ha studiato al Leicester Polytechnic (1988) e alla Glasgow School of Art (1991). L’artista ha esposto in mostre personali al CAC-Centro De Arte Contemporáneo di Málaga (2013), Kunstraum Dornbirn, Austria (2013), Palais de Tokyo e Musee d’Art Moderne, Paris (2008), Kunstverein Hannover (2006), ICA-Institute of Contemporary Art, London (2005), Museum Kunst Palast, Dusseldorf (2003).

Le sue opere sono state esposte in importanti mostre collettive, tra le quali. Whitney Biennial (2006), 50° e 53° Biennale di Venezia (2003, 2009), Berlin Biennale (2001) e Taipei Biennial (2000). É stato insignito del Prix du Quartier Des Bains, a Ginevra nel 2012.

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